IL MERCATO DEL DARE E DEL PRENDERE

Stuff for Free, il logo della fondazione londinese

Stuff for Free, il logo della fondazione londineseAiuta te stesso, aiuta gli altri, aiuta il pianeta!

Tutto iniziò con i libri….
L’idea originaria era quella di scambiare libri, il nome dell’iniziativa: Book For Free!
La fodazione Healthy Planet  iniziò con una decina  di volontari a raccogliere e organizzare i libri ricevuti  gratuitamente e, arrivarono a stimare quasi 15.000 pezzi.

Da allora le cose si sono trasformate un pò, oltre ai libri si mettono insieme mobili, vestiti e, tutte quelle cose che avanzano in casa, in cantina, in sofitta, nel magazzino. Dai regali natalizi poco utili  alle cose dismesse, la gente porta qui tutto ciò  di cui non ha più bisogno e magari… magari  riesce a portarsi a casa qualche altro oggetto per il quale vale la pena risparmiare e non comprarlo. Si, ci siamo capiti. Stiamo parlando proprio di un posto dove si può scegliere uno o più oggetti e portarseli senza pagare nulla, solo bisogna firmare un foglio dove si accetta di non lamentarsi se  poi alla fine quello che abbiamo scelto non è perfetto e non funziona bene.

Stiamo parlando del mercato del dare e del prendere, baratto, scambio, riuso, riutilizzo, seconda mano, intercambio, oggetti gratis,  regalo, in poche parole Stuff for Free.
Ma qual’è il concetto e perchè ci piace parlarne?
Siamo abituati a comprare quasi tutto nuovo, sicuri che il  pantalone o la televisione siano usciti dalla fabbrica e che noi siamo i primi, gli unici a provarli per la prima volta. Questo piacere indotto è così grande mi chiedo?

Siamo a Acton, la parte ovest di Londra, nemmeno tanto lontani dal centro.  La fondazione Healthy Planet ha qualche anno di vita ma le idee sono chiare, utilizzare nuovi concetti per cambiare il mondo, un’inversione di marcia? Certo non è l’unico gruppo in Europa o al mondo che fa questo, stiamo parlando di una pratica  millenaria, alle origini dell’umanità. Ma allora perchè parlare  di uno spazio immenso pieno di oggetti, sparsi per terra o su qualche scaffale anch’esso diposto ad essere infilato sul portabagagli dell’auto e tornare a nuova vita in un’altra casa? Credo che la risposta può essere semplice come semplice sono le regole di Staff for Free. Prendere coscienza.
Prendere coscienza del fatto che esistono molti luoghi simili e che soprattutto la gente è ben disposta a dare e ricevere senza metter mano al portafoglio.società di robot reciclati

In questo grande magazzino messo a disposizione dal proprietario per alcuni mesi, si sta verificando un interessante e riscoperto fenomeno sociale. Le persone arrivano con amici e valige piene di cose durante le tre ore nelle quali è permesso scaricare, le lasciano e  vanno a mangiare qualcosa nelle vicinanze. Ritornano con le valige vuote e le riempiono  di nuovo con qualcosa di diverso e si spera utile. Non ci sono prezzi, non ci sono packaging o inutili box da scartare e buttare nella pattumiera. Tutto è lì a portata di occhio, di mano e di creatività. Non c’è forse un sacco di gente che va pazza per il vintage? Dove incontrare luoghi migliori…
Healthy Planet organizza inoltre attività complementari cercando di coinvolgere il più possibile i bambini con i genitori ma anche cercando fondamentalmte di creare una rete sociale per riscoprire, rigenerare il senso cominitario che stiamo perdendo come abbiamo già fatto con la telepatia o con la coda che una volta avevamo come protesi.

Credo che sia importante prendere coscienza del fatto che questo modo di convivere con le cose di tutti igiorni sia una realtà non solo confinata alla Caritas che lo ha sempre fatto magari solo per i più “deboli”, coloro che non hanno la possibilità di comprare qualcosa di nuovo come possiamo fare noi. Già, ora che ci penso, noi lo possiamo  sempre fare? Attenzione, siamo o no in crisi, stiamo o no attraversando un mal momento economico? Allora mettiamo in marcia l’immaginazione. Non parliamo di guadagni (almeno non in termini economici), ma di stile di vita. Un pò più sobrio, un pò più ecologico, un pò più condiviso e sicuramente SOSTENIBILE da governi, associazioni, comunità ecc. La stessa Caritas in Spagna (Cartagena) sta sviluppando un progetto sociale molto interessante, il progetto OBOLO. Dalle donazioni di vestiti si sono imbastiti dei laboratori dove gente sfavorita dalla società ha la possibilità di lavorare lavando, stirando, etichettando, riparando e crando nuovi capi. Tutto questo lavoro viene poi rivenduto a prezzi contenutissimi, non è baratto ok, ma perlomeno sostenibile vero?

Mi vengono in mente due cose per concludere questo articolo e lasciarvi spero, con molte domande da porci ma con altrettante risposte nascoste tra le righe per iniziare una rivoluzione sociale.
Ricordo dove ho vissuto a Firenze per 5 entusiasmanti anni. In Via Isole delle Stinche in pieno centro c’è una piazzettina con una chiesetta. Al lato una porta introduce in quello che era il veccio cinema ormai soppiantato dalle grandi catene. Questo luogo  piccolino ma non tanto, ha un sacco di oggetti pronti per ritornare a nuova vita provenienti la maggior parte da cantine o soffitte svuotate dei fiorentini. Sempre ho avuto la possibilità di scambiare due parole con gente entusiasta di aver incontrato un’occasione, un  vecchio numero del Corriere dei piccoli, la prima edizine di qualche autore amato, la poltrona gonfiabile che sempre volevo ma che non ho mai comprato perchè costava troppo…

La seconda cosa che mi viene in mente è che anche le più grandi aziende “ricondizionano” i propri prodotti per rimettere in uso quei prodotti che  sono difettosi solo in parte. Apple ad esempio  rigenera i suoi prodotti! Un IPhone che ha il microfono rotto ad esempio o il display crepato, o l’home button,  molte volte non viene rimandato al cliente riparato ma, “rigenerato”, è cioè un dispositivo come nuovo esternamente ma che al cui interno presenta elementi rigenerati appunto, provenienti da altri telefoni ma perfettamente funzionante.
Allora, se lo fa una grande azienda, ed Apple non è la sola, non possiamo rigenerare anche noi i nostri oggetti e rimetterli in discussione? Chi ha provato potrà confermare che è possibile ed anche divertente?

Questo post è stato scritto prendendo spunto da un articolo pubblicato su elmundo.es

CHE SIGNIFICA RIVOLUZIONE S.O.C.I.A.L.

team di IBM con Bill Gates

 

Marc Benioff, fondatore di Salesforce.com, descrive l’attuale fase della rivoluzione informatica con l’acronimo S.O.C.I.A.L.

S sta per “svelto”: adesso accade tutto più velocemente. O sta per “open”. Se non hai un ambiente aperto nella tua ditta o nel tuo paese, questi nuovi strumenti non spalancheranno i tuoi orizzonti. C sta per “collaborazione”: questa rivoluzione consente alle persone di organizzarsi all’interno delle aziende e della società creando Bill gates, giovanissimo con una rivoluzione tecnologica tra le maniteam flessibili pronti ad accettare ogni sfida. I sta per “individui”, in grado di superare le barriere geografiche per iniziare qualcosa di nuovo o collaborare per portare un’idea più lontano, più veloce, più in profondità e con meno soldi di quanto sia mai accaduto prima.
A sta per “allineamento”. << Questo è il momento più importante per andare tutti nella stessa direzione >> ha afferma

to Benioff. Infine L sta per “leadership” che guida il tutto. La leadership nel mondo S.O.C.I.A.L. deve andare in entrambe le direzioni: dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso. I leader devono essere fonte d’ ispirazione, rendere possibile qualsiasi cosa venga dal basso per poi darle una forma con una visione dall’alto e plasmarla in un prodotto finale.

THOMAS L. FRIEDMAN
editorialista del New York Times
il suo saggio più noto è
Il mondo è piatto. Breve storia del XXI secolo.

team di IBM con Bill Gates

 

IL BROWSER PIÚ ECOLOGICO E PIÚ VERDE. INTERNET EXPLORER 9 SUPERA TUTTI!

tutti i browser a confronto

I principali fattori per determinare la qualità e l’efficienza di un browser, sono normalmente la velocità, la semplicità di utilizzo, i plugin e le espansioni disponibili, la gestione della memoria. Da qualche tempo però, dalle maggiori case produttrici, viene preso in considerazione anche un nuovo valore e cioè il consumo energetico.

Sempre più tempo lo passiamo al computer e di questo tempo il 57% viene trascorso navigando in internet. Negli ultimi anni abbiamo avuto una trasformazione velocissima passando da contenuti statici a contenuti sempre più dinamici molto più simili ad applicazioni che a veri e prorpi siti. Alcuni test effettuati recentemente ci danno la possibilità di paragonare i risultati derivanti dall’utilizzo dei più utilizzati browser.

Internet Explorer 9 è il più “ecologico di tutti”! tutti i browser a confronto

Partendo dal caricamento di una pagina about:blank (per il consumo della GUI del browser), si è passati alla navigazione di alcuni siti di notizie più utilizzati in HTML4, per poi utilizzare pagine in HTML5 ed infine quei siti che più sforzo richiedono al nostro navigatore, e cioè quelli con contenuti multimediali, video in flash, banner pubblicitari. A quanto pare IE9 ci permette di risparmiare energia o di navigare di più se utilizziamo dispositivi portatili.
3 ore e 45 minuti è il tempo che garantisce il suo utilizzo contro le 3 ore e 35 del sempre più diffuso Firefox (ver.4).
I tempi scendono per le prestazioni dei pur gettonati Chrome 10 e Safari 5 che bruciano la nostra batteria rispettivamente dopo solo 2 ore e 56 e 2 ore e 55 minuti. Arranca in ultima posizione Opera 11 che dopo 2 ore e 42 spegne il nostro dispositivo.

E’ sicuramente una buona sensazione quella che ci trasmette l’ultima versione di Explorer se aggiungiamo anche il fatto che è migliorata di molto anche la facilità di navigazione, grazie alla riduzione dello spazio dedicata ai menù ed ai bottoni che rimangono incastonati in poche righe senza molestare troppo la vista dei contenuti. Il layout grafico insomma è molto più efficace e diretto. Le funzionalità sono state totalmente rivisitate dalla Microsoft anche perché spinta dalla sempre più incalzante concorrenza dei browser rivali. Ricordo infatti che nei primi giorni della presentazione sia di IE che di FF4, il secondo ha battuto il primo per numero di download effettuati dagli utenti.
Tornando al nostro navigatore della Microsoft, c’è da dire che è stato ridisegnato con un nuovo proprio motore che si chiama Chakra e non più in Javascript come per le vesioni precedenti. Questo permette di sfruttare al 100% le funzionalità di Windows 7, l’hardware sul quale viene installato di defoult rispetto al 10% deqli altri navigatori.

Non mi resta che invitavi a provarlo e se volete saperne di più e scaricarlo, date un’occhiata a www.labellezzadelweb.it

REALIZZARE LA PAGINA CONTATTI DI UN BLOG E IL CREATORE DI FORMS

E’ possibile personalizzare un form per inserirlo in un post o in una pagina del nostro WordPress?

Bhè direi proprio di si.
Anzi, in questo articolo non ci fermeremo solo a questo. Innanzitutto stiamo parlando di uno dei plugin più popolari di WP, Cforms II, multisettings per una maggiore personalizzazione ma semplice nel suo utilizzo. Diciamo che la scelta di Cforms ci è subito utile per combattere lo spam che può attaccare i nostri post come lo sporco attacca i vestiti bianchi.
Difatti, subito dopo l’installazione, che è facile come per tutti gli altri plugin, possiamo da subito dare il nome al primo dei nostri form così da poterlo utilizzare per un uso specifico. Facciamo l’esempio della classica pagina contatti del nostro sito.

logo delicious days

Alla sinistra del pannello di controllo WP abbiamo il pulsante che ci mostrerà tutte le funzioni di questo eccezionale elemento attraverso 4 sezioni.  Entriamo allora nel form settings e decidiamo di creare il nostro form attribuendogli un nome nella parte superiore della pagina. Da ora in avanti il form è già creato, dobbiamo semplicemente aggiungere i campi che ci servono o che riteniamo più opportuni chiedere agli utenti, in questo caso quelli per la pagina contatti.
Abbiamo la possibilità di inserire delle richieste o dei campi obbligatori ma, quello che forse è più utile per questa pagina è l’inserimento dell’antispam, il così detto captcha. Allora nel form name da noi creato, aggiungiamo un nuovo campo di tipo “captcha verification” ed il gioco è fatto. Supponiamo di aver finito il nostro personale form, come lo inseriamo?  Direttamente dall’editor nella pagina contatti che abbiamo o andiamo a creare, oltre ad altre informazioni di tipo testo o immagini (se ne volessimo aggiungere), potremmo inserire la form cliccando su un nuovo tasto che il plugin ci avrà caricato.
Facile vero? Un’osservazione però va fatta. E’ consigliabile aver preinstallato l’editor TinyMCE per avere una più totale compatibilità con Cforms.
in questo modo, dopo avere creato e personalizzato più Cforms nel nostro sito, ci sarà possibile scegliere direttamente dall’editor quale inserire nell’articolo o nella pagina che stiamo creando. Un’operazione molto utile se raccogliere dei dati utili degli utenti inserendo quindi dei campi obbligatori ad esempio per un sondaggio, una prenotazione in un’hostel ecc.

Le differenti opzioni che il creatore di form ci mette a disposizione per settare a nostro vantaggio, sono racchiuse in comode schede allargabili con funzione ajax. La seconda scheda della sezione global settings, Messages, Text and Button Label, contiene ad esempio le opzioni per cambiare i messaggi di ogni campo. E’ consigliabile tradurlo nella stessa lingua del sito per curare maggiormete questo aspetto ed avere una comunicazione più omogenea verso l’utente.
Altra sottoscheda che reputo molto utile, è la WP Comment Feature che ci permettrà di sostituire i campi di defoult di WordPress per i commenti in ogni post/pagina, con quelli da noi creati. Basterà abilitare i due settings per la disattivazione dei campi WP determinati e il secondo check per l’attivazione d’ellautorisponditore. Quest’ultima opzione lavora con i settings già preimpostati di WP o del plugin da noi scelto.Cforms II ce ne suggerisce addirittura tre per lo scopo: Comment Luv, Subscribe To Comment & WP Ajax Edit Comments! Un mondo di plugins!!!!

cforms II vers 12.1Sicuramente un lavoro ben fatto quello deggli sviluppatori di deliciousdays.com che le hanno pensate proprio tutte. Non dobbiamo dimenticarci che Cforms II si inserisce nel tuo layout in modo quasi invasivo ma, anche l’aspetto estetico è stato vagliato e migliorato con le recenti versioni. C’é infatti la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di styling e di provare quello più vicino al layout che stai utilizzando personalizzando ulteriormente i valori del file .css attraverso l’editor incorporato. Se questo non sembra avvastanza (e ti assicuro che c’è molto di più), c’è un link diretto al download di un pdf che guida di forma impeccabile l’individuazione dei vari div e elementi del css.
Penso che  ce ne sia per tutte le necessità e per tutti i gusti. Per concludere faccio una breve riflessione sulla guida che, anche questa incorporata direttamente nella sezione help del plugin,  ci rischiara  efficacemente tutti i dubbi che ci verranno durante il suo utilizzo. Per di più il forum è abbastanza aggiornato ed anche quello italiano merita una visita.

Alcuni suggerimenti:

  • Se dopo l’installazione il vostro sito dovesse segnalare un “Internal Server Error” date un’occhiata ai permessi della cartella Cforms II caricata nella directory plugin di WP,  attribuire a tutta la cartella ed a tutti i file e sottocartelle il permesso 755. Il problema dovrebbe risolversi in fretta.
  • Con Cforms II è possibile creare form per i contatti, iscrizione a newsletter, moduli prenotazione online e upload di file

Alcuni esempi
Se questo articolo ti ha convinto puoi scaricare Cforms II da qui

Soul Surfing Barcelona

Soul Surfing BCN ha espresso l’esigenza di migliorare la visibilitá partendo dal logo.  StudioMausit ha lavorato quindi su linee organiche e su colori che riportano a sensazioni vintage degli anni 70.  La pagina web é stata costruita con Joomla 1.6 per poter appieno utilizzare l’interattivitá con la pagina Facebook della scuola attraverso la quale i docenti mantengono aggiornati  gli utenti sulle recenti attivitá.

Se hai bisogno di  migliorare il tuo stile o semplicemente vuoi divertirti con la tavola, contatta con una delle scuole più conosciute ed attive in Spagna.
Soul Surfing BCN é una scuola di surf formata da professionisti che in modo divertente ed emozionante aiuta a praticare uno sport che tocca l’anima. La scuola offre l’opportunitá di iniziare a tutte le etá.
Un interessante attivitá le cui origini ci riportano in Polinesia quando l’esploratore James Cook,  arrivò nelle isole Hawái nel 1778 e documentò le abitudini degli indigeni che riuscivano a mantenersi in piedi su una tavola e muoversi sulle onde del mare.

Studio della marca:

 

anatomic

La giusta combinazione di colori per grafica e web design senza paura di sbagliare

palettes e patterns from colours lovers

palettes e patterns from colours loversA volte penso: basterebbe un’idea semplice….

La scelta dei colori giusti nella grafica e nel web design è l’idea che è alla base di questo progetto che vado a descrivervi. C’è un’intuizione a dir poco brillante, quella di riuscire ad avere a portata di mano (in questo caso a portata di mouse) le caratteristiche di tutti i colori, siano essi per il web o per la stampa. COLOURlovers è di più, è una community che raccoglie suggerimenti da ogni parte del mondo ed ovviamente condivide. Oltre alle caratteristiche cromatiche di ciascun colore troviamo un sacco di accostamenti (palette) tra essi fatti prorio dagli utenti ed anche commentati dagli stessi. Insomma create and share colors, all in the spirit of love.

Ma non è tutto!

In questo portale troviamo davvero un sacco di risorse utili e facili da navigare, scegliere ed utilizzare. Principalmente abbiamo la possibilità di scegliere che tipi di colori vogliamo sfogliare, voglio dire che da subito troviamo la libreria che più fa al caso nostro: colori per il web, colori per la stampa, quelli fashion, per il business, per la casa etc. Per poi trovare in ciascuna famiglia delle sottocategorie: palette, patterns, colori unici, quelli trend con degli esempi pratici, le discussioni con suggerimenti e commenti sui progetti degli utenti e sui colori ovviamente.

Un portale tutto incentrato sul colore e sulle sue applicazioni davvero a 360°. Insomma un comodo strumento gratuito che ci aiuta nella scelta dei colori offrendoci già degli accostamenti per temi. Se anche l’occhio vuole la sua parte su questo portale c’è nè abbastanza anche per i nostri software di editing grafici visto che possiamo tranquillamente fare il download dei patterns in diverse misure e il downolad delle palette nelle diverse opzioni più utilizzate: ai, svg, wpf, xaml, html, cs, xml, .aco per le librerie swatch di photoshop ed un utile .zip con tutte le opzioni.

Un portale davvero completo, ricco di spunti e utile per i nostri progetti!

Ma… credetemi, con il colore non si scherza, può essere invadente, eversivo, perturbante e può entrare nelle nostre vite sotto mentite spoglie.

Se siete arrivati a questo articolo perché siete degli appassionati del colore e volete sapere tutto di lui, allora consiglio di leggere lo splendido saggio di David Batchelor, artista e scrittore inglese, Chromophobia. Storia della paura del colore (2000) edito in Italia da Mondadori nel 2001.libro cromofobia di David batchelor Paura della corruzione e contaminazione attraverso il colore, almeno nella cultura occidentale secondo l’autore che analizza la storia ed i motivi della cromofobia affrontando esempi della letteratura del XIX secolo, dell’architettura, del cinema, la Pop art, il minimalismo. L’esplorazione continua in diversi temi, dalla “grande balena bianca” di Melville al “viaggio verso est” di Le Corbusier, agli esperimenti con la mescalina di Huxley, ai viaggi di Dorothy nel Regno di Oz; il tutto in connessione agli esperimenti di artisti contemporanei con i materiali e le vernici industriali.

dettaglio di una pagina di COLOURSloversUn campo vastissimo quello del colore che affascina e rapisce per l’utilizzo di tutti i giorni ma che a volte, come abbiamo visto può generare caos e insicurezze. Per fortuna che un’idea semplice come quella di COLOURlovers ci viene incontro offrendoci comode anteprime e permettendoci di raggiungere risultati eccellenti anche risparmiando tempo.

impatto minimalista

esempio di semplificazione delle marche

esempio di semplificazione delle marcheI ragazzi dell’agenzia multidisciplinare Antrepo propongono spesso idee concettuali interessanti . In questo caso hanno scelto marche di prodtti di gran consumo e le hanno semplificate, pulite e tagliate per fornire una versione pulita e minimale. Magari ad un direttore marketing verrebbe un colpo a vedere questo, ma sicuramente  ammetterebbe che senza molto rumore e volume,  la vista si riposa!

Dopo un aggiornamento automatico, WordPress ci dà errore

Error-HTTP-500-Internal-server-error
Error-HTTP-500-Internal-server-error
Internal-server-error

E’ successo anche a me come a tanti di voi. Sono passato da una versione ormai datata di WordPress alla più nuova attualmente disponibile, la 3.1. Cosa c’è di più comodo dell’aggiornamento automatico che ci offre direttamente il pannello di backhand del nostro content managment system più utilizzato? Purtropo per me non è stato così devo ammetterlo!

Ed ecco che dopo mesi di latitanza da Wp per aver voluto sviluppare contenuti su un’altra piattaforma (Joomla),  mi ritrovo per un attimo perduto di fronte ad una pagina ERRORE proprio dopo l’aggiornamento automatico (davvero rapido) :

The server encountered an internal error or misconfiguration and was unable to complete your request.

Error 500

A questo punto è d’obbligo una capatina tra forum e blog per capire cosa c’è di sbagliato in una procedura tanto semplice quanto banale.  E non è nemmeno la prima volta che mi capita,  sono proprio recidivo! Il problema avviene soprattutto in Italia per chi come me è un affezionato cliente di Aruba, per qualche strano motivo bisogna spesso resettare i permessi delle cartelle e dei file della nostra root. Ecco come fare :

  1. entra nel pannello di Controllo di Aruba (non di WordPress, di Aruba)
  2. cerca la voce “ripristina permessi” e clicca.
  3. il tuo sito è perfetto: aggiornato e funzionante!

Alcuni suggeriscono anche di aggiungere nel file wp-config queste due righe per far si che il problema non si verifichi nuovamente : define('FS_CHMOD_FILE',0755);
define(
'FS_CHMOD_DIR',0755);

Io l’ho fatto ed ho incrociato le dita visto che spesso problemi inspiegabili sono dipesi da questo e mi hanno fatto perdere un sacco di tempo che potevo dedicare alla grafica o alla lettura di un bel libro… mha vabbhé, l’importante è aver risolto e aver potuto condividere questo post.

attivare il debugging mode sul configuration.php

esempio del codice di debug

esempio del codice di debugAlcuni giorni fa mi stavo cimentando a scegliere e provare alcuni temi per WordPress.
In particolare ho installato un tema molto colorato adatto, secondo me, per chi vuole redattare un portfolio di disegni o di illustrazioni. Il tema si chiama Koi e trovate qui una demo. KOI permette attraverso un framework che si installa direttamente, di personalizzare parte del suo stile, direttamente dal backend di gestione del blog.

A  questo punto però mi sono accorto di qualcosa che non andava, visto che  ogni volta che provavo a salvare qualche nuovo setting, partiva il salvataggio ma non arrivava mai al termine. Subito è partita la ricerca di informazioni utili per capire come mai questa funzione non andasse e er questo devo dire che il forum di WordPress mi è stato davvero utile, mentre non ho trovato molte info dal supporto del tema.
A questo punto ho trovato un’indicazione molto utile e cioè quella di attivare il debugging di WordPress. Che cos’è?

Si tratta di aprire il file configuration.php e di trovare verso la linea 81 questo: define(‘WP_DEBUG’, false);

Mettendo al posto di false, true (com’è spiegato anche nel commento appena sopra) per attivare una comoda/scomoda funzione del content managment system: Ogni volta che installerete qualche plugin o modificherete qualche settaggio, vi verranno mostrate delle linee che norlamente sono delle semplici comunicazioni ma che, a volte possono mostrarvi degli errori e dove si verificano esattamente. Uno strumento molto comodo per chi soprattutto ha intenzione di sviluppare con codice php qualche funzione in più del proprio blog.Un esempio dei messaggi :
Notice: wp_specialchars is deprecated since version 2.8! Use esc_html() instead. in /web/htdocs/www.studiomausit.com/xx/xx/wp-includes/functions.php on line 3303

Una cosa importante da tener presente è quella di ricordarsi di disattivare il , riportando la funzione su “false”,  e non fare come me che non ricordandomi di questo passaggio dopo qualche giorno continuavo a provare plugin non capendo perché mi uscivano fuori questi messaggi.